Sessione 7
Kath non fa accomodare il gruppo nella sala/cucina, ma naturalmente nello scantinato dell’abitazione, che risulta essere di decorazione alquanto modesta e spartana. Il Capitano prova ad offrire bevande per emulare cordialità, ma viene battuta dal vino offerto da Sked e inizia a spiegare l’accaduto.
Al rientro nella propria dimora dopo lavoro, apparentemente per distrazione, ha abbassato la guardia, permettendo ad un gruppetto, guidato da un criminale di piccolo taglio, di assaltarla mentre era disarmata per sistemare rancori passati. Atto che avrebbero portato a termine, se non fosse stato per l’inaspettato intervento della figura a lei ‘sconosciuta’, nota come “Il Fantasma”, un noto ricercato di Klinthur e molto pericoloso.
Un esperto uso di diplomazia da parte del gruppo, permette a Kath di chiarire quanto appena accennato in precedenza con la verità. Infatti ammette di conoscere il fantasma, ma non risulta entusiasta dell’aiuto in quanto l’intervento le crea solo ulteriori complicazioni, nello specifico la necessità di occultarlo.
L’atmosfera inizia a tendersi per la continua indisposizione di Kath a dare risposte chiare mentre le domande sono molteplici.
- Come mai il fantasma possiede un’arma da fuoco?
- Come mai Kath si rifiuta di rivelare l’identità del fantasma, seppur disposta a coprire per il gruppo, dovessero essi essere posti sotto scrutinio dalle guardie?
- Come mai sembra aver riconosciuto uno schizzo di una visione di Igfirth che raffigura presumibilmente Il Fantasma da bambino?
- Perché infastidire Sked invitando a chiedere chiarimenti al diretto interessato, ammesso che il gruppo riesca a trovarlo?
- Com’è possibile che i documenti di Phyllo siano già pronti per essere ritirati l’indomani?
Comprendendo che poche risposte si sarebbero ottenute, Sked esce per primo. Cercando di creare un legame di fiducia Igfirth invece decide di aprirsi, rivelando che potrebbe non essere la prima volta che incontra la figura. Si decide quindi di ritirarsi per la notte alla Testa di Drago, non prima di essere incoraggiati a chiedere informazioni agli agganci vantati i giorni scorsi.
Nel mentre che il gruppo si reca a riposare, Howl si rigira nel sonno, percependo un disturbo nella trama (e nei suoi coglioni).
Giunti alla taverna, sfruttando l’assenza di Turin, la guida permette anche a Phyllo di bere dello whiskey, probabilmente non l’idea migliore, in quanto ne basta poco per mandarlo KO. Forse sarebbe meglio capire l’età effettiva dei vari membri del gruppo.
La nottata prosegue tranquilla, ma al risveglio Turin si rivela essere un guastafeste, in quanto non apprezza l’avviamento di Phyllo all’alcol. Dopo una veloce colazione, nella quale Norward spiega il motivo per la propria avversione alla carne, Igfirth e la guida si spostano nel seminterrato per allenarsi, dove Sked ha fatto del proprio meglio per non vomitarsi addosso, avendo bevuto copiosamente nonostante il fegato distrutto. Il rumore finisce col svegliarlo, risale quindi per nutrirsi e rendersi conto che Norward, dopo aver chiesto a caso agli avventori se sapessero qualcosa del fantasma, si è avviato verso il Rododendro di Rupert.
Vedendo finalmente Turin, e dopo essere stato rimproverato per aver bevuto, Sked gli riferisce quanto avvenuto la sera precedente, in quanto conscio che i malviventi erano parte di una gilda in parte gestita da Turin stesso, riconsegnandogli l’arma recuperata sul luogo del sinistro. Chiaramente scosso dalla notizia delle azioni spericolate compiute da questi, e dopo essersi accertato che le morti non siano state causate dal gruppo, si allontana dal banco al volo per scambiare due chiacchiere con i capi della gilda, chiedendo di tenere un occhio al bancone a Sked.
Giunto da Rupert, Norward diventa rapidamente la seconda persona del gruppo a ignorarne le richieste, in quanto, acquistati i materiali necessari, inizia un rituale per finalmente ottenere le informazioni su questo fantasma. Scopre così che questi è una persona con pochi riserbi morali circa l’omicidio, e con moventi poco chiari, ma apparentemente con sufficiente etica da non toccare mai bambini, e addirittura proteggerli in alcuni casi. Interessante inoltre come fosse un avventuriero prima di questo, esattamente come Turin.
Nel frattempo Igfirth e la guida, finito di allenarsi, si avviano a loro volta da Rupert per vendere i resti della fauna massacrata, chiacchierando nel mentre su quali parti dell’elfico gli servissero imparare prima.
Dopo aver venduto le parti per un buon bottino, e aver sentito le informazioni aggiuntive da Norward, i tre decidono di tornare alla taverna. Qui, finalmente, Igfirth si apre su parte del proprio passato, la morte dei propri genitori in un incendio, la quale sospetta possa essere collegata a questo individuo. Il gruppo si sposta quindi in un privé per poter liberamente parlare del fantasma.
Attraverso rapida connessione di idee, Norward evidenzia come, date le abitudini protettive verso i bambini, e le sembianze nella visione di Igfirth, il fantasma potrebbe essere stato un orfano locale, esattamente come Mehir.
Sked in questo momento sostiene di aver portato a termine il proprio lato dell’accordo, ma Igfirth si apre nuovamente sulle disavventure del suo passato, spiegando come veda una connessione con quanto accaduto allora e la figura. Convinto più dalla presenza di armi da fuoco, di cui vuole capire la provenienza, Sked decide di rimanere col gruppo, anche per la rivelazione che l’esercito di cui fa parte Igfirth già da tempo possiede tecnologie simili.
Mentre Sked prosegue con la cura delle ferite dei membri, Turin introduce un individuo sulla cinquantina, con mani nere emananti potere divino e un ciondolo della Morrigan, il quale porta una lettera per Sked. Questi si presenta come Zikra, un altro avventuriero. La lettera è da parte di Hlin, la quale lo ha conosciuto nell’Avernus, dove è stata catapultata (per errore?) mentre tornava con il resto del gruppo dal Feywild. A dimostrare la propria buona fede, Zikra aiuta Sked a curare parte del fegato e si rende disponibile ad aiutarli in futuro, in caso ne sentissero il bisogno, dandosi appuntamento sempre in questa locanda. In cambio il gruppo, pieno di fiducia per il prossimo, chiede di poterlo incontrare nuovamente.
Gianduia