Sessione 23
Letto il contenuto del biglietto lasciato da Hugo Von Brahe e con la certezza che qualcosa di oscuro stia accadendo alla sua famiglia, il gruppo si preoccupa di essere più circospetto possibile. Rimandando una discussione più approfondita una volta lontani da orecchie indiscrete, la prima proposta è quella di accompagnare Joy al tempio e approfittare per confrontarsi con Nyxalia.
Lungo la strada Sked lancia istintivamente un trucchetto e Igfirth se ne stupisce, ma il drago sminuisce la cosa, sostenendo che magie di così basso rango sono praticamente alla portata di chiunque.
Arrivati al tempio il gruppo trova Nyxalia già ritirata per la notte. Viene quindi lasciato il compito a Joy di informarla come prima cosa la mattina seguente. Prossima fermata, la nave e (stranamente) per volere di Igfirth.
Il bar sotterraneo sembra essere meno affollato del solito, ma non è dato sapere se i suoi habitué sono a dormire o a lavorare. Poco importa ai nostri eroi, perché il biondo fatale ha un tremendo sospetto e non ha intenzione di rovinarsi il beauty sleep sta notte. Il dubbio, come la paura di rivedere il fantasma di suo zio, va fugato.
Armati di coraggio liquido ritirato dal buon Molo, il gruppo giunge nell’ufficio di Solomon, popolato dai soliti avventori. L’Occhiosolo, Khar e le due… guardie del corpo (?) di Sol. Igfirth passa subito al dunque e chiede schiettamente allo zio se lui e la gilda fossero coinvolti in quello che sta succedendo a villa Von Brahe, proponendo come movente il canale privilegiato che Hugo possiede per entrare e uscire dalla città, vista la sua linea lavorativa.
Solomon risponde, come suo solito, con un’altra domanda. Perché dovrebbero fare qualcosa del genere? Igfirth insiste e Sol procede a spiegare i motivi tecnici per i quali l’attività di Hugo non è utile alla gilda. Per di più sottolinea che la gilda non operi in quel modo e che le accuse stanno venendo mosse da una persona che non sa veramente di cosa lui o la gilda si occupino. Proprio per questo, quasi deluso dalla cosa, ammette che Igfirth sembra aver ripreso dal padre il difetto di scaldarsi e conseguentemente perdere obiettività.
Detto ciò, offre al nipote il proprio aiuto in forma gratuita o, se preferisce non sentirsi in debito, come scambio di favori, promettendo di non chiedergli di infrangere la legge o tradire la fiducia di nessuno. A questo punto Sked passa a Solomon una lista scritta dei sintomi presentati dal bambino dei Von Brahe, ma prima che l’uomo possa commentarla, un giovane alquanto timoroso mandato ad interpellare Lince, interrompe la riunione di famiglia.
Rik, questo è il nome del ragazzo, si offre di tornare più tardi, ma Lince sembra cogliere la palla al balzo e decide di mostrare al nipote di cosa si occupa effettivamente. Senza fare nomi, Rik presenta un problema che la gilda sta avendo con un fabbro che si sta rifiutando di diventare un informatore per ripagare un debito ereditato dal padre. Solomon offre una soluzione netta e rapida, ma dallo sguardo dubbioso del ragazzo capisce che le implicazioni della sua idea non sembrano immediate al giovane ancora inesperto. Si offre di fugarne i dubbi e procede a rispondere alle domande del ragazzo mostrando una spiccata dote nel leggere e prevedere i comportamenti delle persone.
Seppur non è stato fatto il nome del fabbro, Solomon ha menzionato un certo Barnabus Barbadoro e una Compagnia Dorata.
Igfirth sembra piacevolmente sorpreso di scoprire che lo zio non sia il criminale che pensava. Norward invece, dopo l’uscita di scena di Rik, riporta la conversazione sui Von Brahe e chiede se Sol o la gilda hanno saputo nulla a riguardo. Lince risponde che la gilda si occupa prettamente di muovere informazioni e quello che sapevano fino ad ora di questa famiglia nobile era limitato alla misura di ciò che era percepibile dall’esterno, quindi per lo più gli stessi dettagli che il gruppo aveva ricevuto da Nyxalia.
I sintomi presentati da Sked poi definiscono un generale deperimento, ma sono troppo generici per poter identificarne un’origine precisa. Sol però ha un’idea ben definita della situazione e le nuove informazioni portate alla luce dai nostri eroi gli permettono di unire finalmente i pezzi.
Igfirth decide di accettare l’aiuto dello zio ma decide di ricambiare indebitandosi del favore stipulato come proposto precedentemente.
L’uomo procede a fare un quadro della situazione che passa dall’apparizione di Luradac ai giochi di Stor alcuni mesi fa, alla situazione dei Von Brahe e si chiude con una ricostruzione spaventosamente accurata della principale spina nel fianco del Vampiro che il gruppo sta mantenendo da mesi. È come se ci fosse una ratio dietro questi eventi.
Igfirth si rende conto che Solomon è un individuo prezioso da avere al proprio fianco ed è sorpreso dalla precisione delle sue analisi e previsioni. Conferma allo zio che hanno contribuito a ritardare i piani di Luradac in molteplici occasioni. Mentre dice questo però è preoccupato per Sked, dato il coinvolgimento del vampiro in questi eventi. Il loro ultimo incontro ha lasciato il drago in fin di vita e completamente scoraggiato. Sarà in grado di affrontarlo nuovamente mantenendo la testa sulle spalle?
Dagli scambi successivi il gruppo viene anche a conoscenza di alcune dinamiche. Sol conosce Nyxalia e Alexander, con il quale però non sembra avere un buon rapporto. Solomon fa anche riferimento ai giochi di Stor dicendo che “Il pennuto li ha probabilmente usati come scusa per liberarsi brevemente delle sue catene”.
Tornando su questioni più imminenti, l’uomo ammette di non sapere tutto e mette in guardia gruppo su villa. Se le cose stanno come sospetta lui, la situazione ha il potenziale di essere fatale e a tal proposito incoraggia il gruppo a dare la precedenza all’incolumità della famiglia Von Brahe, ma di essere al tempo stesso preparati a dover fare una scelta difficile e di non essere in grado di salvare tutti.
In procinto di salutarsi, Sol chiede di poter parlare con il nipote in privato e procede a consegnargli un foglietto dove è scritto il secondo nome di Igfirth. Gli rivela il secondo nome del padre e insiste di non rivelare il proprio secondo nome a nessuno. Termina scusandosi per essere stato particolarmente abrasivo con il nipote la volta precedente, ma è convinto che interagire con lui sia sconveniente e pericoloso per Igfirth. Il ragazzo, prevedibilmente, non sembra fregarsene una minchia degli avvertimenti dello zio.
Riunitosi agli altri, Igfirth e il resto del gruppo salutano tutti. Khar si raccomanda di tenere gli occhi aperti e augura loro buona fortuna. Tornati alla Testa di Drago tutti procedono a coricarsi nelle proprie stanze, Sked solo dopo aver avvisato Turin di un vago pericolo imminente in città.
Cosa non farebbero gli umani per la propria famiglia…
Gianduia.