Sessione 20
Con ritrovato vigore, il gruppo si mette a discutere sul da farsi per rimediare quanto possibile ai vari problemi che si trovano davanti.
Iggy si prende un po’ di tempo per spiegare alla Guida e a Phyllo cosa fosse successo prima che loro si unissero al party.
In pratica Luradac, il vampiro che ha conciato male Sked, prima di essere liberato aveva sei tirapiedi particolarmente potenti al suo servizio, o almeno questi sono quelli di cui sono al corrente. Questi sei erano gli unici ad aver avuto un diretto contatto con il vampiro ed erano coloro che comandavano tutti gli scagnozzi di bassa lega. Nel tempo il vecchio gruppo si è scontrato in più occasioni con alcuni di questi e, nonostante si siano dimostrati sempre avversari temibili, tre su sei sono stati ammazzati con gran fatica.
Ne restano altri tre: una strega, un’ombra e un monaco dalle sembianze elfiche, che è stato identificato come un possibile seguace di Lhûg-Durug colei che sconfisse lo spirito di Kheveth.
Nel frattempo sul lato ovest di Klinthur, la situazione politica è precaria. Il Cavaliere, Magnus Oberan, da signorotto locale a leader popolare, sta capeggiando una ribellione che si oppone all’attuale governo del paese. Altre due figure di spicco menzionate sono un “vero” cavaliere munito di fedele destriero alpaca, di nome Lord Byron (il cavaliere, non l’alpaca) e Yanes’ol Fael, il mago di corte di Ambolt.
Il gruppo non è sicuro che tutto questo sia collegato a Luradac, ma l’instabilità di certo va a favore del vampiro e infatti in città l’atmosfera è chiaramente diversa rispetto ad alcuni mesi prima, già solo per il grado di sicurezza tenuto più alto dagli Scudi di Pietra.
Notando poi che i loro discorsi rischiano di arrivare alle orecchie di altri avventori della taverna, i nostri eroi decidono di spostarsi nel privé, in modo da poter parlare con maggiore tranquillità anche dei dettagli più delicati.
A quel punto si passa a questioni più terra-terra, ovvero i soldi. Le casse comuni iniziano a soffrire dopo questo periodo di inattività, e la discussione gira e rigira finisce su quella che sembra l’unica soluzione immediata: Phyllo esce a rubare.
Il panico dilaga nel privé della Testa di Drago.
Usciti di fretta e dividendosi lo cercano, ma non lo trovano. Allora il gruppo decide, una volta tanto, di fare una cosa “intelligente”: non potendo trovare Phyllo, tengono direttamente d’occhio le guardie, in modo da assicurarsi che non lo becchino loro per prime con le mani nel sacco.
Per fortuna Iggy si imbatte in Phyllo che notandolo si lascia trovare e per la grazia di qualche stella, non desideroso di incontrare di nuovo la propria cugina, Igfirth riesce a mantenere una faccia stoica di fronte alle guardie, che sono ormai allerta per un fantomatico borseggiatore.
Rientrati nel privé, un furioso Sked parte con un cazziatone memorabile a Phyllo: non solo per il furto, ma per quella brutta abitudine di sparire nel nulla senza dire niente. Dopodiché sottolinea l’importanza di dover considerare chi si sta derubando, per evitare di finire magari a sottrarre monete a qualcuno che è già in una situazione precaria e potrebbe rimanere senza cibo nel piatto o tetto sulla testa.
Sked, accompagnato dalla guida, riporta i borselli alle guardie (e per la seconda buona stella di fila riesce a non destare sospetti su di sé). Igfirth invece continua il discorso in modo più delicato, cercando di cementare la lezione: perché rubare è sbagliato, e qual è il valore reale delle cose.
Phyllo, per tutta risposta, gli molla tutte le sue monete: non vuole più averci a che fare. Iggy però gli ridà il suo timone, dicendogli che quelli va bene rubarli — giusto per confondere di nuovo la lucertolina.
Anche se la morale del gruppo è chiaramente migliorata, il problema economico resta e ora è la volta di interpellare Turin su possibili lavoretti per il gruppo. La gilda degli avventurieri purtroppo non ha niente per loro al momento, ma i nostri eroi non demordono, posseduti da una verve aurea, vogliono necessariamente riempire queste ore di attesa con un’attività che frutti qualcosa.
Giungono alla conclusione che l’opzione migliore sia vendere materiale e chiedono a Turin informazioni sugli empori locali disposti ad acquistare materiali più o meno grezzi. Oltre a quelli già conosciuti, Turin li informa di un altro posto, chiamato La Speziale Regale.
Fra un’idea e l’altra, balenano fuori i barili di alcool che la guida stava cercando nell’ultimo viaggio. Si tratta di barili di idromele seppelliti in vari punti visitati dalla guida durante i 6 mesi da quando è giunta qui dalla terra fatata. Turin si mostra disposto ad acquistarne alcuni, avendo già assaggiato dei campioni offerti dalla guida.
Per questione di tempistiche difficili però, il gruppo decide di concentrarsi sul debito nei confronti della chiesa e si dirige da Rupert per vendere materiali.
Durante la camminata la guida parla con Igfirth e gli dà una prospettiva diversa sullo zio: suggerisce temperanza, e gli consiglia di parlare con Khar, perché potrebbe aiutarlo a controllare il fuoco delle proprie emozioni.
Arrivati da Rupert, mentre Norward ripulisce il buco portatile (ancora lurido dalla missione alla caserma), Sked torna a chiamare Phyllo “schifo coso”. Phyllo ovviamente si offende, e la guida prova a fargli entrare in testa che Sked chiama le persone in base all’umore. Phyllo pare capire e dice che farà lo stesso.
Finalmente finito di pulire il buco, il gruppo si meraviglia di quanta roba si stia ancora trascinando dietro e inizia delle trattative con Rupert per racimolare un po’ di denaro.
Gianduia.