Sessione 17
Ci siamo lasciati ancora nel Tempio dei Quattro, con la Guida che assiste al sanguinoso rituale di Igfirth, mentre Sked, Phyllo e Norward si avvicinano alla cappella del culto dell’aria.
L’azzurro, il bianco e l’argento sono i colori che dominano questo spazio. Grandi massi levitano a mezz’aria facendo da supporto a lunghi drappi e veli con simboli sacri e preghiere disegnati o ricamati sopra. Grandi vetrate a mosaico e una larga apertura circolare della cupola permettono di vedere il cielo all’esterno, mentre una brezza leggera fa suonare campanelle e altri strumenti eolici.
Giunti davanti l’altare, una grande lastra di marmo sospesa a mezz’aria, Phyllo domanda giustamente agli altri due, ma se gli dei sono ovunque, a che serve un luogo di culto come quello in cui si trovano? Essenzialmente chiede “Bello eh, ma a che serve in pratica??”
Sked, cercando di ignorare i propri dubbi, spiega che non sia necessario, in quanto il divino è onnipresente. A suo supporto giunge Umat, un dragonborn sacerdote dell’aria, che guida rapidamente Phyllo nel rito del foglio di carta, che consiste nel rilasciare un foglietto di carta, con sopra inscritta una preghiera, nelle correnti d’aria.
Sked procede con Norward verso il centro del tempio per cercare la persona a capo del tempio. Questa potrebbe essere la soluzione alla maledizione che affligge il piccolo ometto dai capelli pallidi.
Phyllo ha un breve momento di vulnerabilità emotiva durante il quale parla un po’ del suo passato con Umat ma, come una macchina ben oliata, ogni membro del gruppo è riuscito ad allontanarsi in modo da schivare totalmente la scena ed evitare di saperne di più sul loro nuovo compagno.
Sked e Norward riescono però a trovare Nyxalia, la sacerdotessa alla guida del Tempio dei Quattro.
Gli altri tre li raggiungono e si trovano al cospetto di questo essere di una razza aliena a tutti loro. Dalla pelle nero pece, il profilo longilineo e gli occhi completamente bianco latte.
Norward, curioso come sempre, ma soprattutto privo di filtri sociali, si lancia immediatamente in una serie di domande personali per indagare sull’origine di una figura così inusuale.
Nyxalia è un Arkan, una razza incredibilmente rara, nata dalle lacrime di Ingai, uno degli dei antichi e uno dei Creatori, ovvero uno di quegli dei che ha contribuito in maniera sostanziale a formare la struttura del mondo attuale. La leggenda vuole che proprio durante questo processo, Ingai sia temporaneamente impazzito e abbia ucciso la sua consorte. Tornato in sé ha pianto a lungo, per poi rinchiudere tutte le sue emozioni in uno scrigno di madreperla per fuggire dalla sofferenza. Non proprio la più sana delle soluzioni, potrebbe dire qualcuno.
Tuttavia è importante notare che i suoi figli paiono essere privi di emozioni, proprio come il loro genitore. Uno degli svariati motivi per i quali è meglio non fidarsi mai di un Arkan.
Nyxalia conferma di poter aiutare Norward a rimuovere la sua maledizione, ovviamente dietro pagamento. Una famiglia abbiente della città, solitamente molto religiosa, non partecipa alle funzioni da mesi ormai e un prete del tempio è preoccupato da un’apparente richiesta d’aiuto che è stata sospettosamente smentita dopo poco.
Sked vuole giustamente essere cauto e non si fida di questo strano essere appena incontrato. Chiede delle certezze a Nyxalia riguardo la sua promessa di aiutare il suo amico e la sacerdotessa procede a “pagare in anticipo”.
Estratto un simbolo sacro visivamente carico di magia divina, l’Arkan esegue un perfetto incantesimo di Disgiunzione Arcana, una forma avanzata di Dissolvi Magie che può essere padroneggiata solo da utilizzatori esperti di arti magiche.
Sked mantiene un certo grado di sospetto, ma è grato che il suo compagno sia stato liberato da questo peso. Mentre stanno per congedarsi però, Nyxalia estende a Sked un’offerta di aiuto nel suo percorso spirituale, percependo il periodo di incertezza che lo avvolge.
Questi discorsi non fanno che far innervosire l’omone blu, che esce non poco contrariato dal tempio. Come se non bastasse Phyllo inizia a fare domande sulle possibili modalità di esprimere il proprio culto, parlando di come non ha mai visto Sked pregare e la cosa non fa che alterarlo ancor di più.
Il drago blu, avendo bisogno di sfogarsi, fa strada per una taverna che il gruppo ha già visitato una volta, Il Calderone Rovesciato.
Acquisito l’abbeveraggio, il gruppo inizia a discutere sul da farsi. In particolare Sked si mostra contrario al recarsi nello Shadowfell, convinto di aver già ripagato i propri debiti. I più attenti notano nella sua voce paura mascherata da orgoglio. Igfirth insiste, facendo leva sugli obblighi morali, al che la rabbia di Sked esplode, portandolo a mostrare le ferite subite, ammettendo finalmente di non voler perdere altre persone, di non poterselo permettere, in quanto troppo stanco per continuare a rialzarsi.
Alla specifica di aver saldato i propri debiti, Norward domanda se questo è l’unico modo in cui li abbia mai visti, come una transazione, un obbligo. Alla conferma di Sked, Norward, troppo ferito per accorgersi della chiara menzogna, esce dal locale, seguito da Phyllo, lasciandosi dietro un pesante silenzio al tavolo, interrotto solo dallo sgabello di Sked, mentre quest’ultimo si alza per recarsi al bancone, in un tentativo di fuga da una battaglia che non può vincere con sola violenza.
Gianduia