Sessione 16

Risvegliati, riposati e rinfrescati, si decide sul da farsi in giornata.

Igfirth desidera incontrare Kat.

Sked preferirebbe non vederla mai più.

Cambia rapidamente idea appena Igfirth, con l’aiuto della guida, esce rapidamente dal locale, causando un tentativo di gaslighting da parte di Norward, palesemente annoiato.

In caserma, dopo aver assistito al reale costo causato a Kat, Igfirth si scusa, sia per l’avvenuto, sia per non averla riconosciuta. Dopo una rapida spiegazione, viene constatato come Kat sia tanto una fan del fantasma quanto Sked. Ovvero per un cazzo.

A fine spiegazioni, il gruppo viene liquidato in fretta, dati i pressanti impegni del capitano. La nostra felice famigliola tradizionale si ritrova a seguire la guida alla volta dell’accademia, nel mentre Sked spiega meglio funzione e poteri delle Mulunmke.

Giunti in accademia, avvisando per una volta, si recano da Mehir, per aspettare che Dominique finisca lezione. Dopo aver sbadatamente fatto capire al giovane mago che il suo progetto top secret per la sicurezza della città non è così tanto top secret, viene fatto un rapido riassunto della situazione e dei possibili obiettivi del gruppo nei confronti della Minaccia Rossa, con traduzione integrata per Phyllo.

La spiegazione si conclude con la conferma che l’Occhio della Regina sia quantomeno un’ancora dimensionale per lo Shadowfell, ma che sicuramente nasconde altre proprietà. Mehir promette di creare anche un’ancora per il piano materiale, nel caso il gruppo volesse intraprendere un viaggio extraplanare per andare a far visita al papino del vampiro più capriccioso della storia.

Nessuno dei rettili sembrerebbe intenzionato a proseguire la missione, probabilmente scoraggiati dall’assenza di sole nello Shadowfell. Sked tuttavia riceve positivamente il desiderio della guida di recarsi verso le terre del fuoco. È quindi il turno di Igfirth di restituire a Phyllo parte del calore empatico ricevuto il giorno precedente.

Al giungere di Dominique, Mehir viene lasciato al proprio lavoro. Mentre Igfirth ha modo di aggiornarlo sugli avvenimenti, tra cui il recupero dei suoi ricordi, Norward esprime il proprio desiderio di rimuovere la sua maledizione, dovendola poi spiegare a Phyllo. La guida riesce quindi a raccogliere le informazioni desiderate su come drogare in maniera responsabile il biondo più bello di Havbukt.

Ripartiti alla volta del tempio, solo per fermarsi attratti dall’odore di cibo, e forse stimolati dal fatto che Phyllo sembri alquanto preso male, il gruppo inizia a domandare a Phyllo delle proprie origini e della sua natura. Le risposte riconfermano il principale collante del gruppo, l’assenza di una famiglia amorevole ancora in vita. Confermata l’assenza di educazione formale di Phyllo il gruppo riconferma l’intenzione di fornirgliela.

Giunti finalmente nel tempio dedicato all’ego di entità che si considerano estranee alla mortalità, il gruppo si divide. Igfirth, seguito dalla guida, si reca nei sotterranei del tempio, dedicati al culto della morte e della Morrigan, dove esegue la Sanguis Caerimoniă, davanti all’occhio attento e curioso del suo compagno.

Gianduia.